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Dove va il sistema giudiziario degli europei?

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sistema giudiziario europeo
È inutile farsi illusioni sul futuro delle nostre democrazie: sarà una lotta all’ultimo sangue tra gli apparati e la volontà dei popoli europei e, per quanto ci è dato di capire, la Sinistra transnazionale sta con gli apparati criptofascisti fingendo di battersi contro un fascismo in realtà inesistente

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In alcuni Paesi dell’Unione europea stanno accadendo fatti che non lasciano ben sperare per le libertà degli abitanti del Vecchio Continente, in un momento in cui le democrazie sono sotto l’assalto delle autocrazie politiche e tecnologiche. In Romania, per esempio, la candidata del partito di destra “Sos-Romania”, Diana Iovanovici-Şoşoacă, è stata esclusa dalla corsa per le presidenziali con un controverso processo a cui è seguito l’annullamento da parte della Corte Costituzionale delle elezioni che avevano visto la vittoria sua e di Călin Georgescu; questa la fine motivazione giurisprudenziale della sentenza di annullamento: “I tentacoli di Mosca hanno creato consenso”. In che modo ciò sarebbe avvenuto nessuno si è preso la briga di dimostrarlo. A riguardo, l’ex commissario per il mercato interno dell’Ue, il banchiere Thierry Breton (chissà perché i suoi capataz Bruxelles li sceglie sempre tra i banchieri…), in un’intervista televisiva all’emittente Bfm-Rmc, compiacendosene, ha rivelato che Bruxelles aveva condizionato la decisione della Corte Costituzionale rumena. A seguire, il 31 marzo il tribunale di Parigi ha condannato l’ex presidente del Rassemblement National, Marine Le Pen, a quattro anni di reclusione e, come pena accessoria, a cinque di ineleggibilità politica. In pratica l’ha tagliata fuori dalle elezioni presidenziali del 2027 per le quali i sondaggi la davano ultra favorita.

Capirete che con tali precedenti non v’è da stare sereni per le sorti della democrazia nel Vecchio Continente. Ma più di noi a preoccuparsene, e dirlo con brutale franchezza alla maniera yankee, è stato il vice presidente degli Stati Uniti JD Vance, come possiamo vedere scorrendo un passaggio dell’articolato discorso da lui tenuto a Monaco di Baviera lo scorso 14 febbraio: «…la minaccia che mi preoccupa di più nei confronti dell’Europa non è la Russia, non è la Cina, non è nessun altro attore esterno. È la ritirata dell’Europa da alcuni dei suoi valori fondamentali, valori condivisi con gli Stati Uniti. Mi ha colpito il fatto che un ex commissario europeo sia andato in televisione di recente e sia sembrato felice del fatto che il Governo rumeno avesse appena annullato un’intera elezione. Ha avvertito che, se le cose non vanno come previsto, la stessa cosa potrebbe accadere anche in Germania. Ora, queste dichiarazioni sprezzanti sono scioccanti per le orecchie americane. Per anni ci è stato detto che tutto ciò che finanziamo e sosteniamo è in nome dei nostri valori democratici condivisi. Tutto, dalla nostra politica sull’Ucraina alla censura digitale, è pubblicizzato come una difesa della democrazia. Ma quando vediamo le corti europee annullare le elezioni e alti funzionari minacciare di annullarne altre, dovremmo chiederci se stiamo mantenendo uno standard adeguatamente elevato. E dico noi stessi perché fondamentalmente credo che siamo nella stessa squadra. Dobbiamo fare di più che parlare di valori democratici. Dobbiamo viverli…».

Ed è a questo punto che tutto s’intorta perché, se i valori democratici che secondo Vance dovremmo vivere e coltivare sono quelli che esprime in questo momento l’Unione europea, siamo belli che fottuti! Ancor più se pensiamo a quanto rivelato da quel tronfio fascistoide di Thierry Breton, o se ci soffermiamo con oggettività sull’operato delle servizievoli Magistrature transalpina, rumena e, dulcis in fundo, su quella italiana già piuttosto screditata in patria. Nel nostro Paese, infatti, sta avvenendo la più grave, sfacciata trasmutazione antidemocratica della Magistratura di un sistema giuridico occidentale, perché un ordine, quello giudiziario, che dovrebbe garantire imparziale giustizia al popolo, non soltanto si comporta come un “potere”, il che è già grave considerato l’articolo 104 della  nostra Costituzione (molto sventolata ma poco rispettata da molti dei suoi appartenenti), ma diventa gravissimo laddove le sue frange più estreme si comportano come il contropotere dei governi scelti dal Parlamento che, a sua volta, è scelto nelle urne dal popolo sovrano. Sicché, per la proprietà transitiva, alcuni pezzi della Magistratura italiana sono eversori perché stanno tentando di cambiare con le sentenze le scelte operate dalla maggioranza del popolo nella cabina elettorale.

Premesso quanto sopra, fa un po’ pena l’atteggiamento di entusiastico sostegno della Sinistra alla Magistratura quando questa si pone come contropotere dei governi di Destra.  Ci fa pena perché rassomiglia a quelle folle dei Paesi dell’Est Europeo che nell’aprile-maggio del 1945 applaudivano l’Armata Rossa che avanzava verso la Germania, illudendosi che essa li stesse liberando dal nazismo, dovendo poi sperimentare sulla loro pelle che stavano soltanto per essere sottomessi da una nuova dittatura. E l’altra cosa che dovrebbe essere chiara alla Sinistra pasionaria dei magistrati schierati è che, qualora dovesse vincere le elezioni prima della riforma della Magistratura che sta tentando di portare avanti questo governo, si troverebbe, essa per prima, sotto schiaffo delle toghe perché, se la Costituzione ha pensato bene di tenere l’ordine giudiziario al riparo dalle interferenze del potere politico, purtroppo non ha previsto anche il contrario, cioè tenere il potere politico al riparo dai debordamenti della magistratura. Sicché è inutile farsi illusioni sul fluire delle nostre democrazie: sarà una lotta all’ultimo sangue tra gli apparati e la volontà dei popoli europei e, per quanto ci è dato di capire, la Sinistra transnazionale sta con gli apparati criptofascisti fingendo di battersi contro un fascismo inesistente. Quello che la Sinistra chiama risorgente fascismo in realtà dovrebbe chiamarsi crisi di rigetto nei popoli europei stanchi e delusi. Quanto può durare questo coltivato equivoco? Che effetti può provocare sulle democrazie una volta imbrodatosi con gli obiettivi (in parte ancora sconosciuti) dei nuovi imperi tecnologici? Di questo dovrebbe occuparsi la politica e non delle borsette della senatrice Santanchè.

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